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Geni e sport: cosa mostra la ricerca su forza, resistenza e talento
Negli studi sui gemelli, circa la metà delle differenze di forza e resistenza tra le persone è riconducibile ai geni; per lo status di atleta agonista, l’ereditabilità era del 66%. Gli esempi più noti sono ACTN3, la cui variante funzionante è più frequente negli sprinter d’élite, e ACE, la cui variante I è più frequente negli atleti di resistenza. Ma nessun gene decide da solo: la performance è un lavoro di squadra tra molti geni, e l’allenamento determina quanto di tutto questo diventa visibile. Per il tuo lavoro significa che negli adulti i geni mostrano tendenze – non sono un test del talento né una previsione.
Più lunga è la distanza, più frequente è la variante
A Londra, un gruppo di ricercatori ha studiato 91 corridori britannici di livello olimpico – usando un semplice collutorio da cui hanno estratto il DNA. Il loro interesse era il gene ACE, che contiene il progetto di un enzima che contribuisce a regolare pressione arteriosa e flusso sanguigno. Una delle sue varianti, la variante I, si accompagna a livelli di ACE più bassi.
Il risultato si legge come una scala: più lunga è la distanza di gara, più frequente è la variante I. Tra gli sprinter che corrono fino a 200 m rappresentava il 35% di tutte le copie del gene ACE; dai 400 ai 3.000 m il 53%; e dai 5.000 m in su il 62%. In 404 atleti di altri 19 sport, nei quali la resistenza non è necessariamente decisiva, la quota si collocava esattamente al livello del gruppo di confronto: 50% contro 49% (Myerson et al., Journal of Applied Physiology, 1999).
È proprio questo a rendere lo studio così entusiasmante: la variante si concentra dove la disciplina richiede resistenza. Lo stesso gruppo di ricerca aveva già associato la variante I a una migliore resistenza negli alpinisti d’alta quota e nelle reclute dell’esercito britannico (Montgomery et al., Nature, 1998). E anche tra 64 canottieri della nazionale australiana la variante I era più frequente che nella popolazione generale (Gayagay et al., Human Genetics, 1998).
Cosa rivelano i gemelli sulla performance
Quanto della performance atletica sta, nel complesso, nei nostri geni? La ricerca risponde a questa domanda con i gemelli. I gemelli monozigoti condividono tutto il loro patrimonio genetico, quelli dizigoti circa la metà. Confrontando quanto si somigliano le coppie, i ricercatori possono stimare quale quota delle differenze è riconducibile ai geni.
Nel registro britannico TwinsUK, 4.488 gemelle adulte hanno indicato se avessero mai gareggiato in competizioni sportive. Chi aveva gareggiato a livello di contea o nazionale era considerata atleta d’élite. L’ereditabilità di questo status di atleta era del 66% (De Moor et al., Twin Research and Human Genetics, 2007). Due meta-analisi mostrano come si presenta il quadro per i singoli tratti:
| Tratto | Ereditabilità negli studi | Fonte |
|---|---|---|
| Forza muscolare (media di 58 misurazioni) | 52% | Zempo et al., Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, 2017 |
| Forza di presa | 56% | Zempo et al., 2017 |
| Capacità di salto | 55% | Zempo et al., 2017 |
| VO2max, assoluto | 68% | Miyamoto-Mikami et al., Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, 2018 |
| VO2max per chilogrammo di peso corporeo | 56% | Miyamoto-Mikami et al., 2018 |
| Performance di resistenza | 53% | Miyamoto-Mikami et al., 2018 |
| Aumento del VO2max con l’allenamento | fino al 47% | Bouchard et al., Journal of Applied Physiology, 1999 |
Un punto importante per le conversazioni con i tuoi clienti: l’ereditabilità descrive quanta parte delle differenze tra le persone di un gruppo è riconducibile ai geni. Non significa che il 68% del tuo VO2max sia già fissato. E c’è un dettaglio incoraggiante: per la forza muscolare l’ereditabilità diminuiva con l’età, mentre cresceva l’influenza dell’ambiente. Con il passare degli anni, sempre di più è nelle nostre mani. Quanto diversamente le persone rispondano allo stesso allenamento di resistenza lo mostra lo studio HERITAGE – spiegato nel dettaglio in Genetica nell’allenamento.
Persino il fatto che una persona faccia regolarmente attività fisica ha un lato genetico. In un’analisi di 37.051 coppie di gemelli di sette paesi, l’ereditabilità della partecipazione all’attività fisica nel tempo libero variava dal 48% al 71%. I ricercatori ipotizzano, tra l’altro, il ruolo di geni che influenzano quanto l’esercizio migliori subito l’umore e quanto risulti facile (Stubbe et al., PLoS One, 2006). Per la tua palestra è uno spunto prezioso: chi fa fatica ad allenarsi non manca necessariamente di forza di volontà. Forse ha semplicemente bisogno di un punto di partenza che gli dia soddisfazione prima.
ACTN3: il gene dello sport più noto
Circa il 18% delle persone sane di origine europea non produce nemmeno una traccia di una particolare proteina muscolare: l’alfa-actinina-3 (North et al., Nature Genetics, 1999; Yang et al., American Journal of Human Genetics, 2003). Funziona da elemento di sostegno nelle fibre muscolari rapide, quelle che generano potenza in un lampo quando scatti, salti o sollevi carichi pesanti. Chi porta due copie compromesse del gene ACTN3 non la produce; subentra una proteina affine, e la vita quotidiana prosegue in modo del tutto normale.
Nello sport, però, lascia un segno: gli sprinter d’élite portano la variante R funzionante significativamente più spesso dei gruppi di confronto (Yang et al., 2003). Una meta-analisi che riassume la ricerca su ACTN3 e ACE conferma entrambi i geni: la variante RR di ACTN3 era più frequente negli atleti di potenza (odds ratio 1,21), la variante II di ACE negli atleti di resistenza (odds ratio 1,35). In parole semplici, nei gruppi di atleti la probabilità di portare questa variante era più alta rispettivamente di circa un quinto e di circa un terzo (Ma et al., PLoS One, 2013).
Cosa significa ACTN3 per l’aumento della forza e come si inserisce la strategia sulla caffeina lo spiegano la storia genetica Potenza, resistenza e il gene ACTN3 e l’articolo Alimentazione sportiva e performance nella guida alla nutrigenetica.
Un’orchestra, non un solista
Pensa ai geni come a un’orchestra. Ogni strumento suona la sua parte; nessuno regge il brano da solo. Lo mostra un elegante calcolo proveniente dal Regno Unito: i ricercatori hanno selezionato 23 varianti geniche associate alla performance di resistenza e si sono chiesti quanto sia probabile che una singola persona al mondo porti la forma favorevole di tutte e 23. La risposta: 0,0005%. In una popolazione simulata di un milione di persone, inoltre, il 99% non si discostava dal profilo tipico per più di sette di questi genotipi (Williams & Folland, Journal of Physiology, 2008).
Ne derivano due conclusioni. Primo: in pratica nessuno ha il genoma d’atleta perfetto – ognuno porta il proprio mix di varianti più o meno favorevoli. Secondo: dal punto di vista genetico, la maggior parte delle persone è più simile di quanto si pensi. A fare la differenza, allora, è ciò che orienti in palestra. Come Novogenia sceglie tra la moltitudine di geni possibili lo mostra L’analisi Performance.
Predisposizione e allenamento: due facce della stessa medaglia
Campioni si nasce o si diventa? Una rassegna ha messo a confronto allenamento e genetica ed è giunta a una conclusione chiara: l’allenamento mirato è indispensabile per la performance d’élite, e i geni fissano i limiti individuali. L’allenamento è il processo attraverso cui il potenziale genetico si realizza (Tucker & Collins, British Journal of Sports Medicine, 2012).
Per il tuo lavoro è un messaggio forte. Ognuno porta con sé la propria orchestra; l’allenamento è il direttore. Decide quali strumenti suonano forte e quali restano in sottofondo. I geni ti mostrano dove stanno i punti di forza di una persona e dove la strada è un po’ più lunga. Quella strada ognuno deve percorrerla da sé – ed è proprio lì che entri in gioco tu. Come funziona in pratica lo descrive Personalizzare l’allenamento con i dati genetici.
Una tendenza, non un test del talento: dove passa il confine
Per quanto affascinante sia la genetica dello sport, fornisce tendenze, non verdetti. Nella pratica ne derivano tre confini chiari:
- Nessun test del talento per i bambini: i ricercatori di genetica dello sport concordano sul fatto che bambini e giovani atleti non debbano essere sottoposti a test genetici per definirne l’allenamento o per selezionarne il talento (Webborn et al., British Journal of Sports Medicine, 2015). Approfondisci in Società sportive e squadre.
- Nessuna previsione degli infortuni: un’analisi genetica non prevede se qualcuno si infortunerà. Dolori e disturbi sono di competenza di un medico o di un fisioterapista.
- Nessuna diagnosi: l’analisi Performance è un’analisi lifestyle. Descrive predisposizioni per allenamento, recupero e alimentazione – non malattie.
Da Novogenia un gene entra nell’analisi solo se almeno tre studi indipendenti ne confermano l’effetto. I tratti genetici sono quindi ben documentati; le raccomandazioni che ne ricaviamo sono deduzioni logiche, non scientificamente provate. È questa onestà a rendere credibili i risultati nella conversazione.
Cosa significa per la tua palestra e il tuo coaching
- Spiega i risultati come tendenze: “I tuoi geni tendono alla resistenza” invece di “Non sei uno sprinter.”
- Stabilisci priorità, senza escludere nulla: chi tende alla resistenza allena comunque la forza – e viceversa.
- Misura i progressi rispetto alla storia personale, non rispetto agli altri.
- Usa i geni come spunto di conversazione su recupero e alimentazione (Recupero, Alimentazione sportiva secondo il profilo genetico).
- Sottoponi a test gli adulti – non i bambini per selezionare talenti.
- Indirizza dolori, infortuni o malattie a un medico o a un fisioterapista.
Domande frequenti
Quanto della performance atletica dipende dai geni?
Esiste un gene dello sport?
Cosa significa non produrre alfa-actinina-3?
Un’analisi genetica può individuare il talento?
Il risultato cambia nel corso della vita?
Approfondimenti: La genetica nell’allenamento: performance e recupero · Potenza, resistenza e il gene ACTN3 · I geni non sono un destino: come geni e stile di vita lavorano insieme
Analisi genetiche per la tua palestra o la tua squadra?
Raccontaci della tua palestra, della tua squadra o dei tuoi clienti – ti mostreremo quale modello fa al caso tuo.
Richiedi un progetto →Analisi PerformanceNota: questa guida contiene informazioni di carattere generale per aziende e professionisti e non sostituisce una consulenza medica o legale. I tratti genetici determinati in un’analisi genetica sono ben documentati (ogni gene incluso è supportato da almeno tre studi indipendenti); le raccomandazioni che ne derivano sono deduzioni logiche, non scientificamente provate. Le normative possono cambiare; salvo errori e modifiche.
